Bird di Andrea Arnold
Nidi di certezze
di Francesco Scognamiglio
Nell’Inghilterra meridionale, tra case popolari e campi battuti dal vento, l’adolescente Bailey sogna ad occhi aperti, a dispetto del disincanto che avvolge il mondo attorno a lei.
Dove tutto sembra abbandonato e in rovina, la realtà perde consistenza e la fantasia diventa un rifugio. Assuefatti da una finzione, i personaggi stonati di Andrea Arnold hanno sempre una missione in cui credere.
Mentre il fratello della protagonista aderisce ad un gruppo di vigilanti vendicatori, Bug, il padre, a sua volta giovanissimo, ha bisogno di soldi per sposarsi, sembra puntare tutto sulla vendita del muco psicodelico prodotto da una rana che ha trovato.
La ragazzina, lasciata a sé stessa come tante altre nel quartiere, vaga per la città inseguendo il volo degli uccelli, che riprende con il suo smartphone. Anche la macchina da presa la segue, con movimenti a mano, volutamente instabili, facendoci sentire come fossimo nelle riprese complici di un’amica invisibile, seduta accanto a lei.
I gabbiani volano in tutte le direzioni e i filmati del loro volo finiscono proiettati sulle pareti della stanza di Bailey. Gli occhi le si chiudono nella calma dopo una giornata di clacson e parolacce. Bird abita l’intervallo tra il sobborgo e la favola, e in quelle pause senza tempo ha il compito di dare forma all’invisibile, come il trillo di un sonaglio durante la notte, come del resto la musica originale composta da Burial che condiziona i suoi/nostri sogni.
L’uccello si umanizza: a metà tra l’essere un personaggio triste con una sua backstory, il frutto di pura immaginazione di Bailey e un aiutante divino. I due interagiscono sui tetti della città. Bird vorrebbe ritrovare i suoi genitori. Bailey sta diventando donna nonché, anch’essa uccello (nel finale avrà gli occhi del gabbiano), simbolo del suo affermato spirito libero.
Accomunati dalle farfalle e dall’amore per i cespugli vicini ai binari del treno, i due sognatori cercano nel paesaggio una nuova identità che ancora non comprendono.
La musica, altro uccello accompagnatore, è l’animo dell’Inghilterra: il post rock dei Blur e dei Sleaford Mods, la drill e il grime dei rapper contemporanei, ma soprattutto la glitch music e il garage di Burial e dei WetMyLips.
Dopo i festeggiamenti in casa di Bug, una canzone triste dei Coldplay si ode dalla stanza accanto.
La malinconia e la semplicità del Britpop attraversano i confini: dalle case inglesi ai centri commerciali italiani, questa musica parla a tutti con la stessa dolcezza. Da Linklater a Jonas Carpignano, una sensazione di completezza travolge i personaggi di un cinema splendidamente collaborativo tra le prestazioni degli attori pronti ad inscenare il testo e il racconto delle persone delle vere vicende.
Con un approccio filmico diverso ma con un lavoro sull’identità culturale simile al recente Anora o all’iconico Gummo, Andrea Arnold fa un ritratto della periferia (in questo caso del Kent inglese), includendo il più possibile, testimoni i titoli di coda, i volti e i nuovi costumi della gente del luogo.
Dentro un cinema pensato per una fruizione internazionale, Bird restituisce l’armonia sporca del 2-step garage e l’animo del tagliente punk inglese. I gabbiani volavano verso destra. Ora sono scomparsi tra le grate. Uno stacco li vede nuovamente andare verso sinistra. Saranno gli stessi di prima?
Nel film siamo spesso tra il prima e il dopo, tra i ricordi e le distrazioni immaginarie dei personaggi. Ripensiamo alla scena appena vista ma siamo già avanti di un giorno. Il montaggio restituisce la sensazione di una confusione emotiva che corrisponde a quella provata da Bailey in un momento di crescita. Come lei, cerchiamo di liberarci con il movimento del tempo, prendendo il volo verso orizzonti di benessere in cui dormire. Anna di Rosso Sangue apre le braccia e il montaggio accende il motore per partire.
Dai bordi dell’inquadratura una serie di animaletti fantastici irrompe per il finale. Erano li, in attesa da lungo tempo di uscire allo scoperto per contaminare di fantasia il quartiere, altrimenti caratterizzato da un’indole violenta e aggressiva.

